Il consolidation point, abbreviato con la sigla CP, è un punto di interconnessione opzionale inserito nel cablaggio orizzontale tra il punto di distribuzione e la presa di telecomunicazioni o il dispositivo terminale.
La sua funzione consiste nel dividere fisicamente il collegamento in due segmenti, permettendo di modificare la parte finale dell’infrastruttura senza sostituire ogni volta l’intera tratta proveniente dal locale tecnico.
Questa soluzione trova applicazione negli open space, negli ambienti con arredi modulari, nelle aree soggette a frequenti riconfigurazioni e nella distribuzione verso access point Wi-Fi, telecamere IP, sensori, sistemi di controllo accessi e altri dispositivi installati negli edifici.
Il CP introduce una connessione aggiuntiva lungo il collegamento. La sua presenza deve quindi essere prevista nel progetto, riportata nella documentazione e compresa nel collaudo finale.
L’analisi seguente riguarda soprattutto il cablaggio bilanciato in rame a quattro coppie. Un consolidation point può essere impiegato anche in fibra ottica, applicando però componenti, limiti e procedure di misura specifici per l’infrastruttura ottica.
Che cos’è un consolidation point
Il consolidation point è un punto di connessione fisso inserito all’interno del cablaggio orizzontale.
Il collegamento viene suddiviso in due parti:
- una prima tratta dal pannello di permutazione al CP;
- una seconda tratta dal CP alla presa di telecomunicazioni o al plug terminale.
Le due tratte formano un solo collegamento.
Ogni presa, access point, telecamera o altro dispositivo deve disporre del proprio percorso individuale. Il consolidation point svolge una funzione passiva di interconnessione e non ripartisce un singolo cavo tra più utenze.
Una rappresentazione con un solo collegamento proveniente dal rack e più diramazioni in uscita descriverebbe uno switch, uno splitter o un’altra forma di concentrazione, non un consolidation point.
Il CP conserva quindi la topologia a stella del cablaggio strutturato. Aggiunge un punto di interconnessione lungo ciascun collegamento, senza creare una nuova gerarchia di distribuzione.
Distributore di piano e pannello di permutazione
La terminologia normativa distingue tra elemento funzionale e componente fisico.
Nella famiglia ISO/IEC ed EN si parla di distributore di piano o punto di distribuzione del cablaggio orizzontale. Nella terminologia ANSI/TIA il riferimento corrispondente è il Distributor A, tradizionalmente indicato come Horizontal Cross-connect, abbreviato HC.
Il pannello di permutazione, o patch panel, è il componente sul quale termina normalmente il cavo orizzontale all’interno dell’armadio o del locale tecnico.
Il distributore comprende l’insieme funzionale delle terminazioni e delle connessioni presenti nel punto di distribuzione. Il patch panel rappresenta uno dei suoi componenti e non coincide con l’intero distributore.
Quando si misura la tratta verso il consolidation point, il riferimento fisico è la terminazione del cavo sul pannello di permutazione.
La misura parte quindi dal connettore del patch panel sul quale termina il cablaggio orizzontale e arriva al connettore presente nel CP.
Restano esclusi dalla misura:
- lo switch;
- la porta dell’apparato attivo;
- il patch cord tra switch e pannello;
- la larghezza dell’armadio rack;
- la distanza dalla porta del locale tecnico.
A che cosa serve il consolidation point
Il CP risulta utile quando la parte finale dell’ambiente cambia più frequentemente rispetto alla struttura principale dell’edificio.
In un open space, per esempio, scrivanie, pareti mobili e postazioni possono essere riconfigurate più volte. In assenza di un CP, lo spostamento delle prese può richiedere la sostituzione delle tratte complete fino all’armadio di piano.
Con un consolidation point ben posizionato, la tratta dal pannello di permutazione al CP rimane stabile, mentre viene modificato soltanto il segmento finale.
La stessa logica può essere applicata alle aree di copertura destinate a dispositivi distribuiti. Un edificio può essere predisposto con una rete di CP dai quali completare successivamente i collegamenti verso access point, telecamere, sensori o altri apparati.
Il vantaggio consiste nella riduzione delle opere future, nella minore invasività degli interventi e nella possibilità di mantenere invariata la parte principale del cablaggio.
Negli ambienti con configurazione stabile, il collegamento diretto dal pannello di permutazione alla presa conserva invece una struttura più semplice e un numero inferiore di connessioni.
Il CP deve essere un’interconnessione
Il consolidation point deve realizzare un’interconnessione diretta tra i due segmenti.
Un’interconnessione unisce direttamente un cavo a un altro mediante hardware di connessione. Può essere realizzata, per esempio, attraverso una coppia jack-plug, un blocco IDC o un dispositivo cavo-cavo progettato per questa funzione.
Nel CP non devono essere impiegati patch cord o ponticelli di permutazione.
Una configurazione composta da due campi di terminazione collegati mediante patch cord costituisce un cross-connect, cioè un punto di permutazione. Assume quindi una funzione diversa rispetto al consolidation point.
Un piccolo pannello può essere utilizzato all’interno del CP come supporto dei connettori. I connettori devono però realizzare un collegamento fisso, privo di cordoni di permutazione.
La funzione dipende dal modo in cui i componenti sono collegati, non dalla sola presenza di un patch panel.
Per ciascun collegamento orizzontale è previsto un solo consolidation point. L’inserimento di più CP lungo la stessa tratta aumenterebbe il numero delle connessioni oltre il modello ordinario previsto per il link.
Le distanze da rispettare
Le distanze devono essere indicate con precisione, distinguendo il primo segmento, il secondo segmento e la lunghezza complessiva del collegamento.
Distanza dal pannello di permutazione al CP
Nei progetti impostati secondo la famiglia ANSI/TIA-568, il consolidation point deve essere collocato ad almeno 15 metri dal Distributor A o Horizontal Cross-connect.
In una configurazione ordinaria, i 15 metri vengono misurati lungo il cavo permanente compreso tra:
- il connettore sul pannello di permutazione;
- il connettore del consolidation point.
Il valore serve a mantenere una distanza adeguata tra le connessioni e a limitare gli effetti che connessioni molto ravvicinate possono produrre sul NEXT e sul return loss.
Il limite di 15 metri appartiene alla configurazione ANSI/TIA e va indicato come tale.
Nei progetti basati sulle famiglie ISO/IEC 11801 ed EN 50173, la configurazione deve essere verificata rispetto alla norma e all’edizione richiamate dal capitolato, alle condizioni dichiarate dal sistema installato e alle istruzioni tecniche applicabili.
Il valore di 15 metri non deve quindi essere presentato come prescrizione universale valida per ogni sistema normativo.
Distanza dal CP alla presa
La famiglia ANSI/TIA non definisce una lunghezza minima generale tra consolidation point e presa di telecomunicazioni.
Un segmento finale molto corto può comunque avvicinare elettricamente la connessione del CP alla terminazione della presa, con possibili effetti su NEXT e return loss.
La lunghezza deve quindi essere valutata considerando:
- configurazione del sistema;
- tipo di connettori;
- prestazioni dichiarate;
- margine richiesto;
- risultato del collaudo completo.
Non esiste un valore minimo universale di 5 metri da applicare automaticamente tra CP e presa.
Eventuali lunghezze minime superiori devono derivare dal capitolato, dalla documentazione del sistema o dalle condizioni previste dalla garanzia del produttore.
Lunghezza complessiva del Permanent Link
La somma dei due segmenti deve rimanere entro il limite ordinario di 90 metri del cablaggio permanente:
pannello di permutazione–CP + CP–presa ≤ 90 metri
Il limite comprende l’intero cablaggio installato tra la terminazione sul pannello e la presa finale, incluso il consolidation point.
Esempi:
- 20 metri dal pannello al CP e 60 metri dal CP alla presa: totale 80 metri;
- 15 metri dal pannello al CP e 75 metri dal CP alla presa: totale 90 metri;
- 25 metri dal pannello al CP e 70 metri dal CP alla presa: totale 95 metri, superiore al limite ordinario;
- 10 metri dal pannello al CP e 70 metri dal CP alla presa: totale 80 metri, ma distanza insufficiente quando il progetto adotta il criterio ANSI/TIA dei 15 metri.
Lunghezza dell’MPTL
MPTL significa Modular Plug Terminated Link.
Si tratta di un collegamento permanente che termina direttamente con un plug modulare, comunemente indicato come RJ45, inserito nell’apparato finale.
La configurazione tipica è:
pannello di permutazione → cavo orizzontale → plug terminale → dispositivo
Con un consolidation point:
pannello di permutazione → primo segmento → CP → secondo segmento → plug terminale → dispositivo
Anche l’MPTL può raggiungere una lunghezza massima ordinaria di 90 metri:
pannello di permutazione–CP + CP–plug terminale ≤ 90 metri
La configurazione viene utilizzata soprattutto per access point, telecamere IP, sensori, sistemi di controllo accessi, illuminazione PoE e altri dispositivi installati in posizioni nelle quali una presa con patch cord risulterebbe poco funzionale.
Lunghezza del Channel
Il Channel comprende il cablaggio permanente e i cordoni collegati alle estremità.
La sua lunghezza complessiva ordinaria può raggiungere 100 metri:
cablaggio permanente fino a 90 metri + cordoni fino a 10 metri complessivi = massimo 100 metri
La ripartizione dei cordoni deve rispettare il modello normativo adottato.
Cordoni con conduttori di sezione ridotta, temperature elevate, condizioni ambientali gravose o applicazioni PoE ad alta potenza possono richiedere una riduzione della lunghezza utilizzabile.
Riepilogo delle lunghezze
Per una configurazione ordinaria in rame:
- pannello di permutazione–CP secondo ANSI/TIA: almeno 15 metri;
- CP–presa: nessun minimo universale;
- Permanent Link completo: massimo 90 metri;
- MPTL completo: massimo 90 metri;
- Channel completo: massimo 100 metri;
- numero massimo di CP nello stesso collegamento: uno.
I 90 metri comprendono entrambi i segmenti del cablaggio permanente. I 100 metri del Channel comprendono anche i cordoni.
I due segmenti possono usare cavi differenti
La presenza di un CP può consentire una transizione tra cavi con costruzioni differenti.
La prima tratta può utilizzare, per esempio, un cavo adatto ai percorsi principali dell’edificio, mentre la seconda può richiedere una costruzione più adatta ad arredi modulari, zone umide, spazi tecnici o condizioni ambientali specifiche.
I due cavi devono comunque essere compatibili con:
- classe prestazionale richiesta;
- categoria dei componenti;
- connettori utilizzati;
- schermatura;
- ambiente di installazione;
- alimentazione PoE;
- modalità di terminazione;
- condizioni della garanzia di sistema.
Nel linguaggio tecnico, i componenti vengono qualificati per categoria, mentre il Permanent Link o il Channel vengono valutati come collegamenti completi secondo una classe prestazionale.
Un componente con prestazioni inferiori limita l’intero collegamento.
Un cavo di categoria superiore nella prima tratta non compensa un componente meno prestante nella seconda.
La possibilità di utilizzare costruzioni differenti non equivale quindi alla libertà di combinare componenti senza una verifica di sistema.
Continuità della schermatura
Nei sistemi schermati, la continuità elettrica della schermatura deve essere mantenuta lungo entrambi i segmenti e attraverso il consolidation point.
Connettori, plug, jack e cavi devono essere compatibili con il sistema schermato adottato.
Una discontinuità casuale nel CP altera il comportamento dell’infrastruttura e può ridurre l’efficacia della schermatura rispetto ai disturbi elettromagnetici.
Gli eventuali contenitori metallici devono essere trattati secondo i requisiti di collegamento equipotenziale e messa a terra applicabili all’impianto.
La definizione del bonding deve essere coerente con l’architettura dell’edificio, con EN 50310 e con le istruzioni tecniche del sistema installato.
Effetti del CP sulle prestazioni elettriche
Il consolidation point è una connessione prevista dal modello di cablaggio, ma produce comunque una discontinuità locale.
Può influire su:
- perdita d’inserzione;
- return loss;
- NEXT;
- power sum NEXT;
- ACR-N;
- power sum ACR-N;
- ACR-F;
- power sum ACR-F;
- ritardo di propagazione;
- delay skew;
- resistenza del circuito;
- squilibrio resistivo, quando previsto dalla prova.
La presenza del CP non rende automaticamente problematico il collegamento.
Il risultato dipende dalla qualità dei componenti, dalla terminazione, dalla lunghezza, dalla disposizione dei cavi, dalla posa e dal margine prestazionale disponibile.
Le funzioni diagnostiche nel dominio del tempo possono aiutare a individuare riflessioni o diafonie localizzate in prossimità del CP. Il risultato di accettazione resta comunque quello calcolato secondo i parametri e i limiti del modello di prova selezionato.
Permanent Link: quando il collegamento termina su una presa
Quando il secondo segmento termina su un jack installato in una presa di telecomunicazioni, il collegamento deve essere collaudato come Permanent Link.
La prova deve comprendere:
- terminazione sul pannello di permutazione;
- primo segmento;
- interconnessione nel CP;
- secondo segmento;
- jack della presa finale.
Il consolidation point viene quindi misurato insieme al resto dell’infrastruttura permanente.
La prova parte dal connettore sul pannello di permutazione e termina sul jack della presa.
I patch cord lato switch e lato utente restano esclusi.
Lo strumento deve essere configurato con:
- standard corretto;
- categoria o classe richiesta;
- modello Permanent Link;
- adattatori Permanent Link;
- limite coerente con il capitolato.
Un risultato PASS ottenuto con un limite diverso da quello richiesto descrive una prova differente e non dimostra automaticamente la conformità al progetto.
MPTL: quando il collegamento termina con un plug
Quando il cavo termina direttamente con un plug collegato al dispositivo, la configurazione deve essere collaudata come MPTL.
La prova deve comprendere:
- terminazione sul pannello di permutazione;
- primo segmento;
- CP;
- secondo segmento;
- plug terminale.
Il plug installato in campo fa parte del collegamento e deve essere compreso nella misura.
La prova MPTL richiede normalmente:
- un adattatore Permanent Link dal lato del pannello;
- un adattatore Patch Cord dal lato del plug;
- il limite MPTL previsto dallo standard applicato.
L’impiego di un normale adattatore Channel dal lato del plug può escludere dalla misura la connessione terminale e produrre un risultato eccessivamente favorevole.
La norma ISO/IEC 14763-4:2021 disciplina la misura dei Modular Plug Terminated Link, dei collegamenti end-to-end e dei collegamenti direct attach.
Channel: che cosa comprende
Il Channel rappresenta il percorso completo tra due apparati attivi e comprende:
- cablaggio permanente;
- consolidation point;
- prese;
- patch cord;
- cordoni di collegamento agli apparati.
La prova Channel può risultare utile per verificare la configurazione operativa completa o durante la ricerca di un guasto.
Per l’accettazione dell’infrastruttura fissa, il Permanent Link rappresenta normalmente il riferimento più adatto.
I limiti del Channel sono differenti da quelli del Permanent Link. Cordoni particolarmente performanti possono contribuire a un risultato Channel conforme anche quando la parte permanente presenta margini insufficienti.
Il capitolato può richiedere prove Channel aggiuntive. In tal caso devono essere chiaramente distinte dalle prove di accettazione del cablaggio permanente.
Prove parziali durante i lavori
Un progetto può prevedere l’installazione iniziale della sola tratta compresa tra pannello di permutazione e consolidation point.
Quando il primo segmento termina su un jack o su una porta di pannello presente nel CP, quella tratta può essere sottoposta a una prova Permanent Link provvisoria.
La prova documenta la parte già installata e consente di verificare l’avanzamento dei lavori.
Dopo l’installazione del secondo segmento, il collegamento deve essere nuovamente collaudato nella sua configurazione completa:
- Permanent Link fino alla presa finale;
- MPTL fino al plug terminale.
Il report della prima tratta deve essere identificato come prova della configurazione incompleta e distinto dal collaudo finale.
Accessibilità e protezione del CP
Il consolidation point deve restare accessibile durante l’intera vita dell’infrastruttura.
Può essere collocato sopra un controsoffitto ispezionabile, sotto un pavimento sopraelevato, all’interno di un arredo predisposto o in un contenitore di zona, purché possa essere raggiunto senza rimuovere parti permanenti dell’edificio o spostare attrezzature pesanti.
La posizione deve consentire:
- ispezione;
- identificazione;
- terminazione;
- sostituzione del segmento finale;
- rispetto dei raggi di curvatura;
- scarico della trazione;
- conservazione ordinata della riserva di cavo.
Il contenitore deve essere adeguato a temperatura, umidità, polvere, acqua, urti, accesso e comportamento al fuoco richiesti dall’ambiente.
Il CP deve inoltre essere protetto dagli accessi accidentali o non autorizzati, soprattutto quando è installato in aree comuni, controsoffitti, corridoi o spazi condivisi.
Posa e gestione dei cavi
La zona del CP concentra terminazioni e riserve di cavo. Richiede quindi spazio sufficiente e una gestione ordinata.
La posa deve rispettare:
- raggio minimo di curvatura;
- forza massima di tiro;
- schiacciamento;
- supporto del cavo;
- scarico della trazione;
- separazione dagli impianti elettrici;
- compatibilità con le vie cavo;
- condizioni ambientali;
- regole di reazione al fuoco.
La riserva di cavo deve essere conservata senza creare pieghe strette, schiacciamenti o bobine eccessivamente serrate.
Una collocazione accessibile ma priva di spazio operativo rende difficili sia la terminazione iniziale sia le modifiche successive.
Documentazione e identificazione
Il CP deve comparire nelle planimetrie, negli schemi e nella documentazione as-built.
Per ogni collegamento devono essere riportati:
- identificativo del punto sul pannello di permutazione;
- codice del CP;
- porta o connettore utilizzato nel CP;
- presa o dispositivo finale;
- tipologia del primo segmento;
- tipologia del secondo segmento;
- lunghezze;
- schermatura;
- modello di prova;
- report di collaudo associato.
Le etichette fisiche devono corrispondere alla documentazione.
Quando il segmento finale viene spostato o sostituito, il collegamento completo deve essere nuovamente collaudato e la documentazione deve essere aggiornata.
Che cosa deve indicare il capitolato
Una richiesta generica di certificazione del cablaggio lascia aperte troppe variabili.
Il capitolato dovrebbe precisare:
- standard ed edizione;
- categoria dei componenti;
- classe richiesta al collegamento;
- presenza del consolidation point;
- posizione del CP;
- distanza minima applicabile;
- lunghezza massima;
- tipologia di interconnessione;
- modello Permanent Link, MPTL o Channel;
- parametri da misurare;
- adattatori di prova;
- livello di accuratezza dello strumento;
- stato di calibrazione;
- formato dei report;
- criteri di identificazione;
- trattamento dei risultati marginali;
- condizioni della garanzia di sistema.
La formula “certificazione secondo le norme vigenti” non identifica da sola la configurazione da provare.
Le famiglie ISO/IEC, EN e ANSI/TIA devono essere richiamate in modo preciso e coerente con il progetto.
Contenuto del report di collaudo
Ogni report deve essere associato a un collegamento identificabile.
Dovrebbe riportare almeno:
- codice del link;
- origine;
- destinazione;
- presenza del CP;
- posizione del CP;
- modello di prova;
- limite selezionato;
- categoria o classe;
- lunghezza misurata;
- NVP impostata;
- risultato dei parametri;
- margine peggiore;
- data e ora;
- strumento utilizzato;
- numero di serie;
- adattatori impiegati;
- stato della calibrazione;
- operatore.
La sola indicazione PASS non consente di verificare come sia stata eseguita la misura.
Il valore del report deriva dalla corrispondenza tra progetto, configurazione reale, impostazioni dello strumento e risultati registrati.
Errori da evitare
Gli errori più frequenti riguardano la funzione attribuita al CP e il modello di collaudo.
Un CP con patch cord interni assume la funzione di punto di permutazione.
Un unico cavo a monte con più diramazioni a valle descrive un’architettura diversa dal cablaggio strutturato a stella.
Un adattatore generico privo di prestazioni dichiarate può introdurre connessioni ravvicinate e ridurre i margini.
Una distanza inferiore a 15 metri tra pannello e CP contrasta con la configurazione ANSI/TIA.
L’indicazione automatica di 5 metri tra CP e presa attribuisce valore normativo a una distanza che non costituisce un minimo universale.
Il collaudo separato delle due tratte può essere utile durante i lavori, mentre l’accettazione finale richiede la prova completa fino alla presa o al plug terminale.
Una prova Permanent Link eseguita su un collegamento che termina con un plug non include correttamente la configurazione MPTL.
Il consolidation point come scelta progettuale
Il consolidation point offre un vantaggio concreto negli ambienti soggetti a modifiche: mantiene stabile la tratta principale e concentra gli interventi futuri nel segmento finale.
La sua utilità dipende dalla qualità del progetto.
Posizione, distanze, componenti, schermatura, ambiente, PoE, posa, collaudo e documentazione devono essere definiti prima dell’installazione.
Quando il collegamento termina su una presa, la prova finale deve comprendere l’intero Permanent Link.
Quando termina con un plug collegato direttamente all’apparato, il collaudo deve essere eseguito come MPTL.
La somma dei segmenti permanenti deve rimanere entro 90 metri, mentre il Channel completo può raggiungere ordinariamente 100 metri.
Il CP svolge così la funzione per cui è previsto: aumentare la flessibilità della distribuzione mantenendo verificabili le prestazioni e la struttura del cablaggio.
LINK INTERNI
Certificazione del cablaggio strutturato: criteri, misure e responsabilità
https://www.netcabling.it/blog/2026/04/25/certificazione-cablaggio-strutturato/
Cos’è il cablaggio strutturato: significato, architettura e criteri di progetto
https://www.netcabling.it/blog/2025/10/15/cosa-e-cablaggio-strutturato-guida-tecnica/
Cablaggio strutturato e infrastrutture ICT
https://www.netcabling.it/cablaggio-strutturato/
PoE ad alta potenza: cablaggio e continuità
https://www.netcabling.it/blog/2026/05/23/poe-ad-alta-potenza-cablaggio/
FONTI E RIFERIMENTI TECNICI
ISO/IEC 11801-1:2017 – Information technology — Generic cabling for customer premises — Part 1: General requirements
https://www.iso.org/standard/66182.html
ISO/IEC 11801-2:2017 – Information technology — Generic cabling for customer premises — Part 2: Office premises
https://www.iso.org/standard/66183.html
ISO/IEC 14763-4:2021 – Measurement of end-to-end links, Modular Plug Terminated Links and direct attach cabling
https://webstore.iec.ch/en/publication/65030
IEC 61935-1:2019 – Testing of installed balanced cabling
https://webstore.iec.ch/en/publication/31201
EN 50174-2:2018 – Installation planning and practices inside buildings
https://knowledge.bsigroup.com/products/information-technology-cabling-installation-installation-planning-and-practices-inside-buildings-1
EN 50310:2016+A1:2020 – Telecommunications bonding networks for buildings and other structures
https://knowledge.bsigroup.com/products/telecommunications-bonding-networks-for-buildings-and-other-structures
Leviton Network Solutions – Guidelines for Consolidation Points
https://leviton.com/content/dam/leviton/network-solutions/product_documents/application_note/Leviton-App-Note-Guidelines-for-Consolidation-Points.pdf
Leviton Network Solutions – Using Modular Plug Terminated Links with Ease and Confidence
https://leviton.com/content/dam/leviton/network-solutions/product_documents/tech_briefs/Leviton-Tech-Brief-Using-Modular-Plug-Terminated-Links-with-Ease-and-Confidence.pdf



