Bonding nel cablaggio strutturato: cosa riguarda davvero, perché conta e quali errori evitare
Indice dei contenuti
- Perché il bonding non è un dettaglio secondario
- Cosa distingue bonding, terra elettrica ed equipotenzialità
- Il rapporto tra bonding e schermature
- Gli errori che indeboliscono l’infrastruttura
- Criteri corretti di progetto e installazione
- Fonti
Bonding nel cablaggio strutturato: perché non è un dettaglio secondario
Bonding nel cablaggio strutturato è una formula che compare spesso nei capitolati, ma viene ancora trattata troppo spesso come un’aggiunta accessoria del rack o come un adempimento da completare a fine lavoro. Letto correttamente, il tema è più ampio: riguarda il modo in cui gli elementi elettricamente conduttivi dell’infrastruttura ICT vengono collegati tra loro e messi in relazione con l’edificio, affinché il sistema lavori in condizioni coerenti sotto il profilo installativo e funzionale. ISO/IEC 14763-2 include espressamente i telecommunications bonds tra gli elementi da considerare nella pianificazione, installazione e operation del cablaggio e delle relative infrastrutture; ISO/IEC 30129 è invece dedicata proprio alle reti di bonding per edifici e altre strutture in cui devono essere installati apparati IT e telecomunicazioni.
Questa impostazione conta perché ISO/IEC 30129 attribuisce alla rete di bonding due obiettivi espliciti: ridurre il rischio per il corretto funzionamento di apparati e cablaggi rispetto ai pericoli elettrici e fornire all’installazione di telecomunicazioni un riferimento di segnale affidabile, che può migliorare l’immunità ai disturbi elettromagnetici. Il bonding, quindi, non è soltanto un fatto estetico o documentale: rientra nella qualità complessiva dell’infrastruttura fisica. Va però detto con precisione che la stessa famiglia di norme non pretende di sostituire l’intero quadro di sicurezza elettrica o EMC dell’edificio. ISO/IEC 14763-2 chiarisce che i requisiti specifici dei sistemi di alimentazione sono esclusi dal suo campo e che sicurezza ed EMC restano disciplinati anche da altre norme e regolamenti.
È proprio questo il motivo per cui, in Italia, il bonding dell’infrastruttura ICT non può essere letto come un universo autonomo. Sul lato elettrico restano rilevanti la CEI 64-8, che costituisce il riferimento tecnico per gli impianti elettrici utilizzatori di bassa tensione, e il DM 37/08, che si applica agli impianti posti al servizio degli edifici; Normattiva segnala inoltre che il decreto ha ricevuto aggiornamenti successivi, compresi quelli del 2025. Parlare di bonding nel cablaggio strutturato in modo serio significa quindi collocarlo dentro un quadro tecnico più ampio, non separarlo artificialmente dal resto dell’impianto.
Bonding nel cablaggio strutturato: cosa distingue terra elettrica, equipotenzialità e rete di bonding
Uno degli errori più comuni è usare come sinonimi parole che sinonimi non sono. Terra elettrica, messa a terra, equipotenzialità, bonding, grounding, schermatura e continuità metallica vengono spesso sovrapposti in modo impreciso. L’effetto pratico è che si finisce per credere che basti “collegare a terra il rack” per aver risolto il problema. Le fonti che abbiamo verificato non autorizzano questa semplificazione. ISO/IEC 30129 parla infatti di connessioni tra vari elementi elettricamente conduttivi in edifici e altre strutture; EN 50310, nella sua trasposizione europea, si colloca sullo stesso asse dei telecommunications bonding networks for buildings and other structures.
Nel contesto del cablaggio strutturato, quindi, il bonding non coincide con un singolo conduttore visibile o con una singola terminazione. Indica piuttosto la logica con cui gli elementi conduttivi dell’infrastruttura vengono messi in relazione tra loro e con l’edificio. Da qui discende una conseguenza progettuale importante: non basta verificare che esista un collegamento; bisogna capire se l’insieme dell’infrastruttura è stato pensato in modo coerente. Questa non è una citazione letterale della norma, ma una deduzione tecnica strettamente coerente con il fatto che le fonti parlano di reti di bonding, di pianificazione, di installazione e di elementi conduttivi multipli, non di un unico punto isolato.
Conviene anche evitare un’altra confusione. Dire che il bonding è importante non significa attribuirgli compiti che appartengono alla normativa elettrica generale dell’edificio. ISO/IEC 30129 è chiara nel delimitare il proprio campo: aiuta a ridurre il rischio per il corretto funzionamento di apparati e cablaggi e a fornire un riferimento di segnale affidabile, ma non sostituisce le prescrizioni di sicurezza degli impianti di alimentazione. Per questo, nel testo, il bonding va sempre presentato come parte della coerenza dell’infrastruttura ICT, non come soluzione totale a tutti i problemi elettrici dell’edificio.
Bonding nel cablaggio strutturato: il rapporto con schermature e continuità del sistema
Il rapporto tra bonding e schermature è uno dei punti su cui si generano più equivoci. È frequente l’idea che la schermatura rappresenti di per sé una garanzia sufficiente di qualità. Le fonti normative che abbiamo verificato non dicono questo. Dicono invece che il bonding rientra nel progetto e nell’installazione dell’infrastruttura e che la rete di bonding mira anche a fornire un riferimento di segnale affidabile, che può migliorare l’immunità ai disturbi elettromagnetici. Da qui deriva una conclusione tecnica prudente ma solida: la schermatura acquista senso pieno solo dentro un sistema coerente, non come caratteristica isolata del singolo cavo o componente.
Sarebbe però scorretto trasformare questa conclusione in una formula assoluta. Le fonti che abbiamo verificato non autorizzano a dire che ogni discontinuità renda automaticamente inefficace un sistema schermato né che ogni impianto non schermato sia per definizione inferiore. La formulazione più difendibile è un’altra: quando si impiegano componenti schermati, la qualità del risultato dipende anche dalla coerenza della rete di bonding, dall’architettura dell’infrastruttura e dalla qualità della posa. È su questo piano che il bonding incide sulla continuità funzionale del sistema, e non come accessorio simbolico da aggiungere a posteriori.
Questa lettura è coerente anche con il fatto che EN 50174-2 si occupa di pianificazione e pratiche di installazione all’interno degli edifici, mentre ISO/IEC 14763-2 include esplicitamente cablaggio, percorsi, spazi e telecommunications bonds. In altre parole, il quadro normativo non separa brutalmente percorso, installazione e bonding: li tiene nello stesso perimetro progettuale. Un articolo serio, quindi, non dovrebbe presentare il bonding come argomento staccato dal resto del layer fisico, ma come parte della stessa infrastruttura che comprende percorsi, armadi, componenti passivi e scelte di sistema.
Bonding nel cablaggio strutturato: gli errori che indeboliscono l’infrastruttura
L’errore più frequente è trattare il bonding come completamento finale. Quando il tema viene affrontato solo dopo aver deciso armadi, percorsi, componenti e tipologia di cablaggio, il progetto tende a rincorrere il problema anziché governarlo. ISO/IEC 14763-2 colloca invece i telecommunications bonds dentro la pianificazione e l’installazione dell’infrastruttura. La conseguenza pratica è netta: il bonding va pensato prima, non dopo.
Un secondo errore è ridurre il bonding al solo rack. Le fonti che abbiamo verificato parlano di reti di bonding tra vari elementi conduttivi dell’edificio e dell’infrastruttura; non di un singolo collegamento isolato. Per questo è tecnicamente più corretto chiedersi se l’insieme dell’infrastruttura sia stato progettato in modo coerente, piuttosto che limitarsi a verificare la presenza di un collegamento puntuale. Anche qui la formulazione deve restare prudente: non si sta dicendo che ogni impianto con rack collegato sia sbagliato, ma che il controllo serio non si esaurisce in quel solo punto.
Un terzo errore è imporre schermature, componenti metallici o soluzioni “più tecniche” senza richiedere con la stessa precisione progetto, posa, documentazione e coerenza dei collegamenti. Questo passaggio non è una citazione testuale di una norma, ma è una conseguenza professionale ragionevole del quadro che emerge dalle fonti: se il bonding rientra nella pianificazione dell’infrastruttura, allora non può essere relegato a una voce accessoria di capitolato né a un gesto finale di installazione.
Infine, c’è un errore di metodo che in un blog tecnico va evitato con decisione: parlare del bonding come se fosse o solo un tema di sicurezza o solo un tema di immunità ai disturbi. Le fonti che abbiamo verificato mostrano un quadro più preciso. ISO/IEC 30129 richiama sia il corretto funzionamento di apparati e cablaggi rispetto ai pericoli elettrici sia il riferimento di segnale affidabile che può migliorare l’immunità EMI; ISO/IEC 14763-2 chiarisce però che i requisiti completi di sicurezza e quelli EMC non si esauriscono nel suo campo. Un testo serio deve conservare questo equilibrio.
Bonding nel cablaggio strutturato: criteri corretti di progetto e installazione
Il criterio corretto è impostare il bonding come parte dell’architettura dell’infrastruttura, non come elemento decorativo o correttivo. In pratica, prima si definiscono spazi, percorsi, armadi, componenti passivi, relazioni con altri impianti e livello di complessità del contesto; poi si imposta la rete di bonding coerente con quell’architettura; infine si verifica che l’installazione reale non abbia semplificato o contraddetto il disegno previsto. Questa sequenza è coerente con il fatto che ISO/IEC 14763-2 e EN 50174-2 si occupano di pianificazione e pratiche di installazione, mentre ISO/IEC 30129 ed EN 50310 si occupano del sistema di bonding in edifici e altre strutture.
Ne deriva un criterio di lettura molto più affidabile di quello, troppo diffuso, basato sul solo controllo visivo del rack. La domanda utile non è soltanto se il rack sia stato collegato, ma se l’infrastruttura sia stata progettata in modo coerente sotto il profilo del bonding, dei percorsi, dei componenti e della relazione con l’impianto dell’edificio. Anche questa è una deduzione progettuale, non una frase normativa da riportare tra virgolette; proprio per questo è più corretta e più onesta se viene presentata come criterio professionale, non come tabella prescrittiva universale.
Quando il bonding viene trattato in questo modo, il tema delle schermature smette di essere una scelta di immagine tecnica e torna a essere una scelta di sistema. Quando invece viene ignorato o ridotto a formalità, l’infrastruttura può apparire ricca di componenti e restare debole proprio nel punto in cui pretendeva di essere più robusta. È qui che passa la differenza tra un impianto semplicemente montato e un’infrastruttura fisica davvero progettata.
Fonti da riportare sotto l’articolo
- ISO/IEC 14763-2:2019 — Information technology — Implementation and operation of customer premises cabling — Part 2: Planning and installation
https://www.iso.org/standard/73337.html
Specifica requisiti per pianificazione, installazione e operation del cablaggio e delle relative infrastrutture, includendo cablaggio, percorsi, spazi e telecommunications bonds. - ISO/IEC 30129:2015 — Information technology — Telecommunications bonding networks for buildings and other structures
https://www.iso.org/standard/53249.html
Definisce requisiti e raccomandazioni per i bonds tra elementi elettricamente conduttivi in edifici e strutture che ospitano IT e telecomunicazioni. - ISO/IEC 30129:2015/Amd 1:2019 — Amendment 1
https://www.iso.org/standard/74604.html
Emendamento alla ISO/IEC 30129:2015. - ISO/IEC 30129:2015/Amd 2:2025 — Amendment 2
https://www.iso.org/standard/92536.html
Emendamento pubblicato nel 2025 alla ISO/IEC 30129:2015. - BS EN 50310:2016+A1:2020 — Telecommunications bonding networks for buildings and other structures
https://knowledge.bsigroup.com/products/telecommunications-bonding-networks-for-buildings-and-other-structures
Scheda BSI della norma europea sul bonding per edifici e altre strutture. - BS EN 50174-2:2018 — Information technology. Cabling installation — Installation planning and practices inside buildings
https://knowledge.bsigroup.com/products/information-technology-cabling-installation-installation-planning-and-practices-inside-buildings-1
Scheda BSI della norma europea sulla pianificazione e pratica di installazione del cablaggio all’interno degli edifici. - CEI 64-8 — scheda CEI
https://mycatalogo.ceinorme.it/cei/item/standard/C01000A
Riferimento CEI per gli impianti elettrici utilizzatori a tensione nominale non superiore a 1.000 V in corrente alternata e 1.500 V in corrente continua. - CEI — comunicato sulla IX edizione della CEI 64-8
https://www.ceinorme.it/pubblicata-la-nuova-edizione-della-norma-cei-64-8/
Conferma la pubblicazione della nona edizione e la sua entrata in vigore dal 1° novembre 2024. - DM 37/08 — testo vigente su Normattiva
https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn%3Anir%3Aministero.sviluppo.economico%3Adecreto%3A2008-01-22%3B37=
Regolamento concernente gli impianti posti al servizio degli edifici. - Normattiva — aggiornamenti al DM 37/08
https://www.normattiva.it/showNewsDetail?anno=2025&backTo=archivio&id=7989
Segnala gli aggiornamenti apportati nel 2025 al decreto.



